L\’ennesimo punto di vista


Le mie alternative

Posted in Free and Open Source Software,I miei pensieri,RikyM di RikyM su giugno 15, 2007

Per i profani, per quelli per cui computer=Windows, il mondo di Linux desta curiosità. È un mondo sconosciuto, ci si aspetta quasi di trovare boschi incantati dove gli gnomi vivono in armonia con la natura e dove i draghi esistono ancora, dove i pinguini e gli gnu regnano sovrani.

Visto che ogni profano che si rispetti ha quel famoso amico che è bravo a risolvere tutti i casini che combina con Windows e che magari quell’amico usa Linux, arriva sempre (sempre) il momento in cui la curiosità vince la pigrizia (che riprenderà presto il controllo) e in cui viene posta la domanda da un milione di euro: cos’è Linux?

Ora, spiegare cos’è Linux a qualcuno che non sa cosa sia un sistema operativo, e quindi figuriamoci un kernel, è dura. Come fare allora? Semplice, si tira fuori la solita risposta pronta, la si lascia un paio di minuti nel microonde e la si serve. Conciliare la risposta pronta, cioè la storia della cicogna, con Linux tuttavia può essere difficoltoso e allora ecco che arriva la solita definizione semplice, chiara ed errata: Linux è un sistema operativo alternativo.

Tralasciamo la differenza tra OS e kernel per concentrarci sul secondo errore: la parola alternativo. Questa è una definizione inesatta che viene associata a molti programmi: Firefox e Opera sono per esempio etichettati come alternative ad Internet Explorer.

Sul perchè si dica che questi sono programmi alternativi non è difficile dare risposta: di fatto Microsoft detiene il monopolio nel mercato dei software e i suoi programmi si sono imposti come standard.

Bisogna a questo punto però ricordare che Linux non è nato per fare concorrenza a Microsoft, ma per hobby. Nonostante là fuori sia pieno di utenti che cercano dei modi per convertire più utenti Microsoft possibili in utenti Linux ciò non è concepibile: come dice giustamente Dominic Humphries Linux non è Windows! Hanno scopi differenti e sono rivolti a differenti utenti.

Non togliamo quindi l’identità e la dignità ai programmi definendoli alternativi. Linux è un kernel, Firefox è un broswer e sono quel che sono indipendentemente da Windows o Internet Explorer.

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La mia petizione on-line

Posted in I miei pensieri,RikyM di RikyM su giugno 13, 2007

Ti senti triste? Ti senti solo? Gli amici ti evitano? La ragazza ti ha lasciato? Forse è perchè non hai la tua personalissima petizione on-line.

Eh già, detta così è un po’ ridicola la cosa e per qualcuno potrà persino risultare offensiva, ma ultimamente le petizioni on-line vanno molto di moda.

Vuoi l’auto ad idrogeno? Fai una petizione. Vuoi abolire i costi di ricarica? Fai una petizione. Vuoi mettere al bando il monossido di diidrogeno? fai una petizione. Tua suocera ti stressa e ti fa perdere tutti i capelli? Fai una petizione. (La petizione sulla suocera non l’ho ancora vista, quindi cogliete la palla al balzo)

Ora, prima di continuare, vi prego di non aderire al movimento contro il monossido di diidrogeno perchè ormai ne sono dipendente e senza non riuscirei a vivere.

A questo punto avrete capito che le petizioni on-line non mi stanno molto simpatiche e magari vi starete chiedendo qual’è il mio problema con esse, in fondo i costi di ricarica sono stati aboliti: le suddette petizioni funzionano, no? No.

Nonostante vengano presentate come una chiave universale con cui aprire le catene che ci tengono imprigionati nelle grinfie di tutti quei cattivoni che ci vogliono spennare qualche soldo, le petizioni on-line non sono questo.

Anche se voci autorevoli dicono:

Bastano 50.000 firme per toglierci dai piedi la tassa […]. Firmate la petizione!

(vedi l’intervento del blog del Sig. Grillo del 10/05/2006 ultima riga) non è esattamente così e per citare un’altra fonte autorevole (Paolo Attivissimo):

In questo senso, mi spiace notare che l’intervento di Beppe Grillo nel suo blog, dove dice “bastano 50.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica”, è pura disinformazione demagogica.

(fonte)

Presentandoci una petizione on-line, infatti, tutti si scordano di dirci un piccolo particolare secondo me fondamentale, sarà che è difficile da ricordare o sarà non so cosa, ma tutti se lo scordano: le adesioni alle petizioni on-line non sono firme e non hanno alcun valore legale. Non hanno alcun valore legale.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere è chiaro che non possono avere alcun valore: non c’è modo per sapere l’identità di chi firma e firmare più volte mettendo nomi fittizzi o di parenti, amici, animali, persone famose, nomi cose e città… è veramente troppo facile.

Le petizioni on-line sono quindi opera del demonio? Sono da evitare come una palla ovale per un etero in una partita di rugby tra gay? (Mi scusino i gay ma rende benissimo l’idea) Non sto dicendo questo, le petizioni on-line sono utilissime per sensibilizzare la gente e per smuovere la chiarissima opinione pubblica. Solo trovo inutile far petizioni per ogni questione e mi sembra al limite del fraudolento presentare per una risoluzione definitiva ciò che in realtà non è molto più che un indice statistico.

E per favore non “firmate” qualsiasi cosa vi capiti sotto tiro, se no rischiate di alimentare cose come questa.