L\’ennesimo punto di vista


Mars Vigilia!

Posted in Racconti,RikyM di RikyM su gennaio 3, 2008

Introduzione (vedi: parte noiosa da saltare)

Non tutti sanno che mi piace scrivere. Quelli che lo sanno sanno anche che scrivo una volta ogni scudetto dell’Inter (o ogni morte di papa, non ricordo mai come si dice), stanotte è stata una di quelle volte.

Ho deciso di condividere con voi lettori la mia creazione sotto licenza Creative Commons (segui il link per maggiori informazioni), la trovate qui sotto. Il brano è un monito prima di tutto a me stesso ed in secondo luogo a tutti quelli che, per un motivo o per un altro, pensano che la sconfitta sia ormai vicina e cercano di limitare i danni. Ho deciso che per me non sarà così, anche se so già che cambierò idea almeno una ventina di volte, morte e nemico si guardano in faccia e in faccia li guarderò.

Prima di lasciarvi al racconto voglio lanciare un ultimo messaggio a chi saprà coglierlo (vedi Messer Lazza principe degli Sfeniscidi). L’amore è come un brugo, nasce da sè, ma se non lo sai coltivare potrai goderne solo da lontano. Difendi e nutri la tua terra e potrai parteciparne e alimentarlo.

Fine introduzione – Inizio brano

Io rimango qui, battuto, senza neanche aver combattuto. Rimango ad assaporare la polvere asciutta del campo di battaglia bramosa di sangue, come il mio cuore ormai fermo. Neanche l’onore di morire ringhiando in faccia al nemico, neanche quella consolazione mi è rimasta.

Il vento mi porta la dolce risata della mia libertà che si allontana all’orizzonte, poi d’un tratto s’acquieta e rimango solo. Mi alzo a fatica. Le gambe sono deboli. Reggono, ma minacciano costantemente di crollare sotto il peso della sconfitta. Il cuore ormai è pietra. Il dolore e l’onore, anche se vinto, non lasciano spazio a lacrime. Il cammino è lungo, la strada è deserta, le gambe non ci sono. Tutto sembra distante, come in un film, come in un fumetto. Come in quei film dove il mondo è stato distrutto. Sì. Il mondo è distrutto, tutto è morto ed io con lui. Gli altri magari ci sono intorno, ma non mi vedono, non mi sentono, magari avvertono la mia presenza, ma non importa ormai: sono lo spirito del soldato che fu me stesso.

Non volle combattere per non ferire ciò che più al mondo amava e così la perse. Per il dolore della sua perdita il soldato non pianse, non urlò, non si uccise. Per il dolore della sua perdita il soldato semplicemente trapassò, divenne anima, attraversò un portale invisibile che lo portò da un mondo che non era il suo ad uno che gli apparteneva un po’ di più. Anche questo gli era alieno, ma il dolore è umano e lui ora è nulla. Annientato da se stesso il guerriero ora veglia, segue i soldati arresi in battaglia e li riporta alle armi.

Ora ascolta, oh mio spettatore, tendi l’orecchio al vento e odi. Quando ti accascerai, quando dispererai la salvezza, quando penserai di non poter più andare avanti, che nè la vittoria, nè una gloriosa morte fan per te, allora, se hai l’animo del combattente, sentirai riecheggiare il suo grido e l’eco di quel grido riempirà il tuo cuore di coraggio, forza e speranza.

“Mars viglia!”

 

Creative Commons License

Precisazioni e richieste

Innanzitutto una nota storica: Mars vigilia! era il grido con cui i centurioni romani lanciavano i soldati all’attacco. Per chi fortunatamente non studiasse tale lingua è latino e significa Marte svegliati!. Con questo grido s’incoraggiava il dio a vegliare sulle legioni e proteggerle in battaglia. (Fonte: Nova Roma – Provincia Italia)

Volevo inserire un’immagine per questo articolo, avevo in mente la figura di Marte che dal cielo veglia sui soldati, o che si lancia all’attacco di fianco al vessillifero, oppure ancora che si riposa sul grembo di Venere. Non avendo trovato nulla di mio gradimento su internet (non che abbia cercato gran che) e non essendo bravo a disegnare, chiedo a voi se per favore volete contribuire alla mia opera.

Ah, dimenticavo: non mi sono ancora arreso, la battaglia continua e il mio Marte è al mio fianco.

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