L\’ennesimo punto di vista


Il mio fiore appassito

Posted in I miei pensieri,RikyM di RikyM su novembre 15, 2007

Seconda introduzione inutile (centra poco col discorso, ma la prima è stata autocensurata e ho dovuto sostituirla)
Oramai lo standard de facto in quanto protocollo per la messaggistica istantanea, almeno in Italia, è MSN. Mi lascia perplesso il fatto che Google non tenti di affermare Google Talk (basato su Jabber), ma questo è un altro discorso. Il bacino d’utenza al quale si rivolge MSN è vario, comunque fra tutte le tipologie di utenti (scusate se generalizzo) quella più vasta sono i ragazzi che ritengono assolutamente normale scrivere in caratteri cirillici, in giallino chiaro su bianco. Nn penso d dvr aggiungere altr alla loro descr, avete caput d ks sto parlando.

Entriamo nel discorso
Sarà una mia impressione, ma ultimamente sento sempre più lamentele in giro su come vengono proposti i fatti di cronaca nera nei telegiornali. Ormai non si parla d’altro: hanno ammazzato questo, hanno ucciso l’altro. Tutti si lamentano, ma i telegiornali danno solo alla gente quello che vuole: i delitti efferati. La gente li ama e li vive. Basta un morto ammazzato per scatenare risse a tavola o rivolte in piazza e nelle strade con mezzi più o meno pacifici. Ebbene, MSN non è rimasto immune da tutto ciò.

Ogni volta che muore qualcuno (ammazzato, ovviamente) gira lo stesso appello di conversazione in conversazione, adattato alla vittima di turno. Qui vi riporto un esempio.

In memoria di quello ke èccaduto questa mattina cioè di un giovane ultrà laziale morto per un colpo di pistola da un poliziotto mettete una rosa nel nick

Ps:Falla girare ai tuoi contatti

Ora non voglio entrare nel merito del fatto a cui fa riferimento l’appello, non è questa sede per discuterne, quindi evitate.

Qual’è il problema?
Semplice: gli appelli di questo tipo mi stanno sui deferenti. In particolare non sopporto l’insistenza con cui vengono proposti e, soprattutto, il fatto che se qualcuno non vuole aderire ad una così nobile iniziativa è solo perchè non ha un briciolo di humanitas, è un cinico, è un insensibile, è un senza dio, è un comunista, è un nazista ed è anche uno svizzero.

Non voglio qui offendere tutti quelli che hanno messo una rosa nel nick per una persona che, senz’altro, se lo meritava (non mi sto riferendo a casi particolari, non è questa la sede). Se vi sentite meglio, se dormite bene la notte, fatelo. Non impedirò a nessuno di farlo, ma non venitemi a dire che devo mettere anch’io una rosa o un ciclamino o un brugo (mi scusi il Messer Lazzarotto per la scelta dei fiori) nel mio cavolfiore di nick.

Sarò stronzo…
…ma no: non credo che serva a qualcosa mettere un fiore nel nick. M’han detto che è per solidarietà. Verso chi? Boh. Non conoscevo nè la vittima, nè parenti, nè amici e non ho una così grande empatia e dimostrare solidarietà a nessuno no, non mi sembra molto utile. M’han detto per stare vicino alla vittima. Ormai è morta, non credo si possa far più nulla per lei, al massimo per i parenti, che comunque non vedranno il mio bel fiorellino. Anche questo mi sembra inutile. M’han detto… non m’han detto più nulla, oltre a insulti a mio avviso gratuiti.

Sarò io insensibile, ma se devo stare vicino a qualcuno, se devo esprimere un sentimento, non lo faccio con tre caratteri nel nick di MSN, non basta.

Ipocrisia
Ma allora perchè mettere un fiore? Io non l’ho ancora capito, anche se un’ipotesi in mente ce l’ho. Ci stiamo nascondendo dietro quel fiore per non farci vedere (o non vedere?) dalla realtà¹. Cosa accadrebbe se vedessimo che non possiamo fare nulla per quel povero morto ammazzato? Cosa accadrebbe se vedessimo che in fondo non ce ne frega nulla della vittima? Cosa accadrebbe se vedessimo cosa siamo realmente?

È un mondo di stronzi per stronzi e a stare con lo zoppo… si sa. Non dico che il tutto sia volontario, anzi, la maggior parte delle volte è inconscio. Se vi fa star bene e non avete rimorsi fate pure come vi pare, ma non azzoppate ancora di più chi vi sta intorno, per favore.

ATTENZIONE: Il post che segue è un mio sfogo personale, non intendo accendere flame nè offendere persona alcuna, tuttavia potrei lasciarmi andare coi toni e risultare offensivo. Prendete tutto come una considerazione soggettiva dell’argomento, non vi voglio imporre il mio parere e non voglio che voi m’imponiate il vostro, grazie comunque per l’offerta.

Forse questo avviso andava all’inizio…


¹ Questa l’ho messa giù contorta ma nella mia mente un senso ce l’ha.

Il mio confronto 2.0

Posted in I miei pensieri,Internet,RikyM di RikyM su ottobre 28, 2007

Parte che non centra nulla con l’articolo e che potete tranquillamente saltare
Ultimamente ho tralasciato questo blog e non solo e non posso tornare senza neanche una premessa, un piccolo messaggio a voi lettori.

Ho visto che qualcuno è passato comunque di qui e che sono stati letti articoli che avevo scritto in precedenza. La cosa mi fa piacere e, sebbene non abbia mai raggiunto un numero considerevole di lettori, mi incoraggia a scrivere. Non scrivo puramente per voi ma non avessi un pubblico questo blog non avrebbe ragione di esistere. Per citare Tiziano Sclavi in un’intervista rilasciata a Repubblica il 30 Giugno 2002 (trovate il testo di questa e di altre interviste su Craven Road n°7):

Sono balle quando qualcuno dice che lo scrittore scrive per se stesso. Quelli che tengono le loro opere nel cassetto non vedono l’ora di essere pubblicati postumi.

Articolo

I commenti
Il cosìddetto web 2.0 ha reso più facile anche in rete un elemento di crescita indispensabile nel mondo che fino a poco tempo fa era quello reale: il mondo dell’off line. Questo elemento di crescita è il confronto. Spero di non dover dimostrare che il confronto aiuta e stimola la crescita e l’evoluzione.

Come avvenga il confronto per chi è avvezzo di internet non dovrebbe essere difficile da immaginare: forum, chat, blog… ci sono persino guerre fra blog (vedi alla voce: Testina fan club). Per questo articolo voglio limitare la discussione ai blog, visto che è l’ambiente dove tutti noi ci troviamo attualmente, più in particolare ai commenti dei blog.

Ora, visto che so che qui ci passa anche qualche blogger vi pongo una questione: come comportarsi coi commenti fuorvianti, provocatori o comunque non graditi?

L’interazione col lettore
Nei blog il lettore non è un lettore passivo come avvviene nei giornali, nelle riviste, ma anche alla tv (anche se lì non è neanche più lettore): egli scrive, interagisce con l’autore e può costruire un rapporto con lui. Questa è la potenza di internet signori: la comunicazione. Perchè è nata internet? Perchè sono nate le reti informatiche in generale? Per comunicare.

Nei blog in particolare la comunicazione non è unilaterale, non va solo da autore a lettore, ma anche il lettore invia messaggi all’autore. Lo so: è la scoperta dell’acqua calda, ma c’è chi esalta la potenza del web e poi usa un blog esattamente come un settimanale, fregandosene altamente dei commenti. Ipocrisia? Demagogia? Non giudicherò ciò in questa sede, dico solo che i commenti esistono e se non si ha intenzione di utilizzarli è inutile lasciarli aperti.

La libertà di parola
Ci sono blogger che sostengono fermamente che i commenti non andrebbero toccati, se non nel caso di evidente spam, anche se totalmente fuori tema o opera di presunti troll. Un ragionamento che può portare a tale scelta può essere la volontà di rispettare la libertà di parola di tutti. In realtà se non si sa rispondere bene alle repliche dei lettori questo può portare ad uno sviamento radicale dal discorso principale o a flame accesi, col risultato che chi ha qualcosa d’intelligente da dire o se lo tiene per sè o viene ignorato. Personalmente non vedo altri motivi per cui si debbano lasciare tutti i commenti intatti per principio, se ne avete qualcuno segnalatelo pure.

Moderazione preventiva
Dopo la chiusura dei commenti è, a mio avviso, la forma più restrittiva di moderazione. Si considera ogni utente un potenziale spammatoreninja pronto ad insinuarsi silentemente nel nostro spazio web vitale e riempirlo di idiozie varie. Per ciò lo si blocca subito e si permette la pubblicazione di quello che scrive solo dopo che lo si è esaminato per bene. Ovviamente questo è fattibile solo se c’è abbastanza tempo, se no i commenti restano di fatto chiusi. Utile se in molti ci vogliono male, anche se io lo ritengo decisamente scomodo.

Moderazione a posteriori
Credo che sia la più diffusa, quindi non mi dilungherò molto: i commenti vengono pubblicati tutti indiscriminatamente (in realtà ci sono filtri anti-spam, ma non complichiamoci la vita) e solo in seguito vengono eliminati quelli indesiderati. Richiede un impegno minore rispetto al blocco preventivo, ma espone a qualche rischio in più (nella maggior parte dei casi largamente accettabile).

Vi dico la mia
Come in molte cose non esiste una soluzione standard: ogni tecnica di moderazione si adatta ad autori e situazioni diversi. Tuttavia se scegliete una linea operativa seguitela, non vantatevi di essere buoni perchè avete il blog più letto d’Italia dove la gente discute democraticamente con un fottìo di commenti quando la maggior parte di questi è pura spazzatura e probabilmente non la leggete nemmeno.

A proposito del blog più seguito d’Italia vi rimando ad un articolo di Globali (ho letto solo questo articolo di questo blog, quindi non garantisco nulla): Blog di Grillo: ma è vero confronto?.

Non è finita
In realtà ci sarebbe altro da discutere sui commenti: quanta tolleranza usare nel lasciar spaziare gli argomenti? Eliminare o no i commenti scomodi? Bannare dai commenti un determinato utente è bene o male? Permettere commenti anonimi vuol dire far degenerare ogni discussione? Per ora lascio stare questi aspetti, magari in futuro… ma probabilmente mi scorderò.

Ora commentate
Ho parlato scritto fin’ora di commenti, ora commentate. Il discorso non si è sviluppato molto nell’articolo: vorrei che si sviluppasse maggiormente nei commenti, anche con confronti fra posizioni diverse. Voi quale tecnica preferite? Perchè? Cosa ne pensate? Qual’è il vostro horror preferito¹? Insomma, avrete qualcosa da dire.


¹ Se non ricordo male lo chiedeva l’assassino di Scream.

Il mio dentista

Posted in I miei pensieri,J. Rollin Maie di J. Rollin Maie su agosto 24, 2007

25 Gennaioio del 2010. Non è la data delle prossime olimpiadi, ma quella di un appuntamento che la Asl 1 di Benevento ha fissato qualche giorno fa per la visita odontoiatrica di una bambina. Dunque, se non accadrà nulla prima, o se la madre della piccola non si rivolgerà ad una struttura privata, la bambina verrà visitata tra circa tre anni. Era stata la madre della piccola paziente a rivolgersi alla struttura pubblica per chiedere un controllo. Il terminale dell’ospedale ha semplicemente e freddamente fornito la prima data disponibile. Appunto il 25 gennaio del 2010. Comprensibile lo stupore della mamma che non voleva credere al responso del computer. In barba ai consigli dei dentisti che ricordano sempre l’importanza di una visita odontoiatrica almeno una volta l’anno e meglio se preventiva. Nessun commento dai vertici dell’asl beneventina che però su questo episodio hanno aperto un’inchiesta amministrativa interna.

Tratto dal sito internet del Tg5.

Adesso, non è per fare polemica, ma semplicemente per sensibilizzare chiunque possa fermarsi a leggere questo intervento. Come è Possibile che ogni dannato italiano, che si ritrova ogni anno nella casella postale bollette sempre più alte, tasse che che a momenti impediscono di trattenere il minimo indispensabile per campare fino a fine mese, quando deve recarsi per affrontare una visita pagata dalla Mutua, quindi che paga lui stesso tramite le tasse, è costretto ad aspettare quasi tre anni come nel caso sopracitato. Diamine con quello che adesso paghiamo di tasse dovrebbero farci accomodare sulla comoda poltroncina senza nemmeno farci attendere…

A questo punto sorge spontanea una domanda: ma se i servizi non migliorano nonostante quello che pago… dove finiscono i nostri soldi? Chi crede di avere una risposta me lo faccia sapere… anche se io… un’idea me la sono fatta!

Il mio Demiurgo

Posted in I miei pensieri,RikyM di RikyM su agosto 9, 2007

Vi è mai capitato di sentire qualcosa che prende vita dentro di voi? Qualcosa di indefinito, più denso del fumo ma meno reale dell’acqua. Fatto di quella sostanza di cui sono fatte le idee. Vi è mai capitato di sentire che quel qualcosa avesse bisogno di una forma? Di una sua struttura, logica ma non troppo rigida. Un po’ come un fiume ha bisogno del suo letto dentro il quale scorrere per dar vita al mare. Vi è mai capitato, mentre sentivate tutto questo, di prendere una penna e della carta, o di mettere le mani sopra la vostra macchina da scrivere o sopra una tastiera, far scivolare quella materia indefinita attraverso i polpastrelli e plasmare un insieme più o meno ordinato di idee? Fare un po’ come il Demiurgo: tentare di imitare il mondo delle idee. Certo il risultato non sarà mai quello che avevate in mente, ma a volte vien fuori qualcosa di buono.

Beh scrivere è il modo che utilizzo di solito io per imitare le idee, penso che ognuno abbia il proprio: chi dipinge, chi canta, chi suona, chi sviluppa KDE (scusate ma si parla di plasmare, una citazione ci voleva)… si può fare in tanti modi e tanti modi per farlo si troveranno in futuro. Ognuno ha poi i propri riti e le proprie fissazioni, per restare nella scrittura c’è chi non riesce a scrivere di notte perchè “la notte entra in quello che scrivi. Influenza e falsifica l’umore” (cit. carlolucarelli.net) come Lucarelli e chi, come me, preferisce scrivere di notte proprio per lo stesso motivo.

Chiunque abbia studiato un minimo di fisica sa che nulla si crea e nulla si distrugge, al massimo si trasforma. Io fino a trasformare questa… questa cosa… fino a trasformarla da come me la trovo dentro a come la trovo sullo schermo ci arrivo. Tuttavia come mi si formi dentro rimane per me un mistero: credo sia un prodotto naturale della mia persona. J Ax direbbe che mi nasce dentro così com’è, ma da qualcosa dovrà pur avere origine. Inoltre a volte sembra andarsene completamente lasciando la mia mente a secco. Nulla si crea e nulla si distrugge… la fanno facile… (non ho nulla contro i fisici)

Perchè si senta il bisogno di plasmare qualcosa con ciò che ci nasce dentro, o almeno sul perchè io lo sento, mi è più chiaro. Questo è l’unico modo che si ha per comunicarlo ad altri e per chi non riesce a comunicare bene in altri modi può essere importante. Condividere ciò che si sente aiuta a comprendersi, accettarsi e migliorarsi. Se quel che si sente è anche condiviso o apprezzato da altri è un buon affare per l’autostima e ci spinge a fare sempre meglio. Inoltre a volte se non la si usa subito, quella splendida roba informe se ne va e pensare di averla sprecata mette un po’ di tristezza.

Senza contare che è facile dare il prodotto di questa materia a degli sconosciuti, ma è più ostico condividerla con qualcuno a cui si tiene davvero (lo so: non ha senso, ma pensateci un solo un attimo, non tarderete ad accorgervi che è vero). Per questo quando si dona un po’ di questo fluido ad una persona cara e si percepisce davvero di averlo fatto, si ottiene una grande soddisfazione.

Mi rendo conto di non essere stato troppo chiaro: non ho le idee in ordine io, quindi non avrei potuto fare altrimenti. Quello che ho scritto è naturalmente rapportato a ciò che io ho vissuto e sto vivendo, se vi ritrovate in ciò e a maggior ragione se siete di diversa opinione vi invito a commentare questo scritto. Le esperienze personali sono le ben venute.

P.S. Scusate ma un titolo migliore proprio non mi veniva in mente.

Il mio comico di fiducia

Posted in I miei pensieri,RikyM di RikyM su agosto 8, 2007

È l’autore di uno dei blog più letti al mondo, il primo in Italia. È un uomo che sa come far arrivare messaggi alla gente e li porta di persona, senza intermediari. Non a caso durante i suoi spettacoli passa pochissimo tempo sul palco: preferisce stare in mezzo al pubblico facendo sentire la sua presenza anche fisicamente, a volte persino in modo invadente. In questi spettacoli sviscera argomenti di cui i media tradizionali non parlano ed è anche per questo che ha aperto un blog: su internet può continuare a comunicare col suo pubbico anche al di fuori degli spettacoli.

Beppe Grillo e la gabbia

Durante i suoi spettacoli, nelle sale piene, il pubblico lo ascolta attentamente, pende dalle sue labbra, c’è persino qualcuno che prende appunti per essere sicuro di non perdersi neanche una parola del Grande comunicatore. Finiti gli spettacoli lo si può ritrovare on-line o sulla carta stampata. Ormai è dappertutto, ha invaso anche Google video, televisioni e giornali esteri (non trovo i link, ma mi ricordo che l’aveva fatto). L’unico posto dove non si trova più sono le nostre TV, dalle quali è stato bandito.

C’è chi ne ha fatto una vera e propria religione, lo venera come un dio e ha appeso al muro un calendario coi suoi santi. Ogni sua iniziativa è portata avanti da folle di giovani e vecchi (e qui i link sarebbero troppi quindi non ne metto nessuno: pigrizia…).

Chi non lo venera tenta di usarlo come consulente finanziario (dopo l’arresto di Vanna Marchi ci voleva un sostituto) o lo prende come un vero e proprio giornalista, arrivando fino ad affibiargli il ruolo di divulgatore scientifico.

Tuttavia si sa che la memoria umana è limitata e che anche prendendo appunti si perdono comunque delle parti. Qui siamo di fronte ad un fenomeno che ogni volta mi sembra strano, ma che a pensarci bene risulta molto diffuso: la parte di discorso che viene persa è la stessa per la maggior parte delle persone. Non è che uno solo prende appunti e tutti gli altri copiano?

In ogni caso vediamo di rinfrescare a tutti la memoria. Il signore in questione ripete sempre (e intendo proprio sempre o quasi, non spesso) che i suoi spettacoli sono spettacoli comici e che lui è un comico. Non prendete come oro colato tutto ciò che dice, perchè, seppur avendo basi di verità, è riadattato al contesto spettacolare in cui viene detto. Se volete approfondire gli argomenti spesso lui da indicazioni per farlo, seguitele e verificate prima di credere ai fatti raccontati. Purtroppo ormai non ci si può più fidare di nessuno. C’è anche chi per dimostrarlo ci scherza su più volte.

Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.

Così diceva Albert Einstein. A sostegno della sua tesi c’è chi prende le notizie date da un comico, in forma adattata per essere inserite in uno spettacolo comico, le riadatta ulteriormente a suo gradimento e le spedisce al mondo intero… e il mondo intero ci crede! (leggi qui per approfondire)
Non fatemi commentare, per favore.

Morale: questa volta ve la do la morale e ve la do sotto forma di consiglio. Quando vi arriva una notizia, sia pur da fonti autorevoli, andate sempre a controllare le fonti e tenete conto del contesto in cui è data la notizia. Purtroppo, ormai, non ci si può più fidare di nessuno.


L’immagine è stata pubblicata da Indimedia con licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 2.0 Italia (CC-BY-SA-2.0-it).

Le mie alternative

Posted in Free and Open Source Software,I miei pensieri,RikyM di RikyM su giugno 15, 2007

Per i profani, per quelli per cui computer=Windows, il mondo di Linux desta curiosità. È un mondo sconosciuto, ci si aspetta quasi di trovare boschi incantati dove gli gnomi vivono in armonia con la natura e dove i draghi esistono ancora, dove i pinguini e gli gnu regnano sovrani.

Visto che ogni profano che si rispetti ha quel famoso amico che è bravo a risolvere tutti i casini che combina con Windows e che magari quell’amico usa Linux, arriva sempre (sempre) il momento in cui la curiosità vince la pigrizia (che riprenderà presto il controllo) e in cui viene posta la domanda da un milione di euro: cos’è Linux?

Ora, spiegare cos’è Linux a qualcuno che non sa cosa sia un sistema operativo, e quindi figuriamoci un kernel, è dura. Come fare allora? Semplice, si tira fuori la solita risposta pronta, la si lascia un paio di minuti nel microonde e la si serve. Conciliare la risposta pronta, cioè la storia della cicogna, con Linux tuttavia può essere difficoltoso e allora ecco che arriva la solita definizione semplice, chiara ed errata: Linux è un sistema operativo alternativo.

Tralasciamo la differenza tra OS e kernel per concentrarci sul secondo errore: la parola alternativo. Questa è una definizione inesatta che viene associata a molti programmi: Firefox e Opera sono per esempio etichettati come alternative ad Internet Explorer.

Sul perchè si dica che questi sono programmi alternativi non è difficile dare risposta: di fatto Microsoft detiene il monopolio nel mercato dei software e i suoi programmi si sono imposti come standard.

Bisogna a questo punto però ricordare che Linux non è nato per fare concorrenza a Microsoft, ma per hobby. Nonostante là fuori sia pieno di utenti che cercano dei modi per convertire più utenti Microsoft possibili in utenti Linux ciò non è concepibile: come dice giustamente Dominic Humphries Linux non è Windows! Hanno scopi differenti e sono rivolti a differenti utenti.

Non togliamo quindi l’identità e la dignità ai programmi definendoli alternativi. Linux è un kernel, Firefox è un broswer e sono quel che sono indipendentemente da Windows o Internet Explorer.

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